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Illustrazione settore ristorazione — sicurezza sul lavoro

Guida

Come implementare un sistema HACCP in 7 step

L’HACCP non è solo un manuale ma un sistema vivo basato sui 7 principi del Codex Alimentarius (Reg. CE 852/2004): costituisci il team, descrivi il processo, analizza i pericoli, individua i CCP con i limiti critici, monitora, applica azioni correttive e verifica. Ecco i 7 step operativi.

Aggiornato il 2026-06-21 · Team 123Sicurezza

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

I 7 principi del Codex Alimentarius

L’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) è un sistema preventivo che individua, valuta e controlla i pericoli significativi per la sicurezza alimentare. Il Reg. CE 852/2004 ne impone l’adozione a tutti gli operatori del settore alimentare e ne richiama i 7 principi: analisi dei pericoli, individuazione dei punti critici di controllo (CCP), definizione dei limiti critici, monitoraggio, azioni correttive, verifica e documentazione. Il sistema non è un adempimento una tantum ma un processo che vive nelle registrazioni quotidiane.

CCP e limiti critici

Il passaggio più delicato è distinguere i CCP (punti dove un controllo è essenziale e l’unica barriera al pericolo) dai semplici prerequisiti igienici (PRP). Per ogni CCP va fissato un limite critico misurabile.

Fase / CCPLimite critico tipico
Cottura≥ 75 °C al cuore del prodotto
Refrigerazione≤ 4 °C
Congelamento/conservazione≤ -18 °C
Abbattimento rapidoda +65 °C a +10 °C entro 2 ore
Mantenimento a caldo≥ 60-65 °C

Monitoraggio, registrazioni e verifica

Per ogni CCP si definisce chi controlla, come, con quale frequenza e quali azioni correttive attivare al superamento del limite (es. prolungare la cottura, scartare il prodotto). Le registrazioni (schede temperature, sanificazione, ricevimento merci, non conformità) sono la prova dell’applicazione del sistema e vanno conservate. La verifica periodica e la formazione del personale addetto agli alimenti completano il ciclo: per microimprese e attività a basso rischio sono ammessi manuali semplificati di corretta prassi igienica, ma l’autocontrollo resta sempre obbligatorio.

Passi operativi

  1. 1. Costituisci il team HACCP

    Almeno un responsabile formato. Coinvolgi cuochi, banconisti, magazzino.

  2. 2. Descrivi prodotto e processo

    Diagramma di flusso da approvvigionamento a somministrazione.

  3. 3. Analizza i pericoli

    Per ogni fase identifica i pericoli biologici, chimici, fisici, allergeni.

  4. 4. Identifica i CCP

    Punti critici dove un controllo è essenziale per eliminare/ridurre un pericolo (es. cottura, refrigerazione).

  5. 5. Limiti critici

    Es. cottura pollo ≥ 75°C al cuore; frigo ≤ 4°C; congelatore ≤ -18°C.

  6. 6. Monitoraggio e azioni correttive

    Schede di registrazione (temperature, sanificazione), procedure di non conformità.

  7. 7. Formazione e verifica

    Formazione iniziale e periodica del personale. Audit interni e verifica del sistema almeno annuale.

Domande frequenti

Quali sono i 7 principi dell’HACCP?

Analisi dei pericoli, individuazione dei CCP, definizione dei limiti critici, monitoraggio, azioni correttive, verifica e documentazione/registrazione, secondo il Codex Alimentarius e il Reg. CE 852/2004.

Che differenza c’è tra CCP e prerequisiti?

Il CCP è un punto dove il controllo è essenziale e rappresenta l’unica barriera al pericolo (es. cottura). I prerequisiti (PRP) sono le buone pratiche di base (pulizia, igiene, manutenzione) che creano l’ambiente igienico generale.

Quali sono i limiti critici tipici di cottura e conservazione?

Cottura ≥ 75 °C al cuore, refrigerazione ≤ 4 °C, congelamento ≤ -18 °C, abbattimento rapido da +65 a +10 °C entro 2 ore. I valori esatti vanno definiti nel manuale in base ai prodotti.

Le registrazioni HACCP sono obbligatorie?

Sì: le schede di monitoraggio (temperature, sanificazione, ricevimento, non conformità) sono la prova dell’applicazione del sistema e vanno conservate per i controlli ufficiali.

Una piccola attività può usare un manuale semplificato?

Sì: il Reg. CE 852/2004 prevede flessibilità per microimprese e attività a basso rischio, con manuali di corretta prassi igienica. L’autocontrollo e la formazione del personale restano comunque obbligatori.

Riferimenti normativi

  • Reg. CE 852/2004
  • Reg. CE 178/2002
  • D.Lgs. 193/2007

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