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Termine · Rischi Specifici

Rischio Vibrazioni

Il rischio vibrazioni è un rischio fisico da esposizione a vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano-braccio (HAV) o al corpo intero (WBV). Disciplinato dal Titolo VIII, Capo III del D.Lgs. 81/08, si valuta confrontando l’esposizione giornaliera A(8) con i valori di azione e i valori limite fissati dall’art. 201.

Aggiornato il 2026-06-21

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

Cos’è il rischio vibrazioni

Il rischio vibrazioni è uno dei rischi da agenti fisici disciplinati dal Titolo VIII, Capo III (artt. 199-205) del D.Lgs. 81/08. Riguarda due distinte tipologie di esposizione: le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV — Hand-Arm Vibration), tipiche dell’uso di utensili elettrici, pneumatici o a motore, che possono provocare la sindrome da vibrazioni mano-braccio (disturbi vascolari, neurologici e osteoarticolari, es. «dito bianco»); e le vibrazioni trasmesse al corpo intero (WBV — Whole-Body Vibration), connesse alla guida di mezzi e macchine operatrici, associate a patologie del rachide lombare.

L’esposizione si esprime con il valore di esposizione giornaliera A(8), normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore.

Valori di azione e limite (art. 201)

L’art. 201 fissa, per ciascuna tipologia, un valore d’azione (oltre il quale scattano obblighi di prevenzione) e un valore limite (non superabile):

TipologiaValore d’azione A(8)Valore limite A(8)
Mano-braccio (HAV)2,5 m/s²5 m/s²
Corpo intero (WBV)0,5 m/s²1,0 m/s² (1,15 m/s² su periodi brevi)

Al superamento dei valori d’azione il datore di lavoro deve elaborare e attuare un programma di misure tecniche e organizzative per ridurre l’esposizione, garantire informazione e formazione e attivare la sorveglianza sanitaria. I valori limite non possono essere superati.

Valutazione e misure

La valutazione del rischio vibrazioni può basarsi su misurazioni strumentali oppure su banche dati validate dei livelli di emissione delle attrezzature (es. banca dati INAIL/CPT), tenendo conto dei tempi reali di esposizione. Le misure di riduzione comprendono la scelta di attrezzature a bassa emissione, la manutenzione, i sedili e le impugnature antivibranti, la limitazione dei tempi di esposizione e la rotazione del personale. L’esito confluisce nel DVR.

Domande frequenti

Quali sono i valori d’azione e limite per le vibrazioni?

Mano-braccio: valore d’azione A(8) 2,5 m/s² e limite 5 m/s². Corpo intero: valore d’azione 0,5 m/s² e limite 1,0 m/s² (1,15 m/s² su periodi brevi).

Che differenza c’è tra HAV e WBV?

Le vibrazioni mano-braccio (HAV) derivano da utensili impugnati e colpiscono mani e braccia; quelle al corpo intero (WBV) derivano dalla guida di mezzi e interessano soprattutto il rachide.

Cosa scatta al superamento dei valori d’azione?

Il datore di lavoro deve attuare un programma di misure tecniche e organizzative di riduzione, garantire informazione e formazione e attivare la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti.

Come si valuta il rischio vibrazioni?

Con misurazioni strumentali o con banche dati validate dei livelli di emissione delle attrezzature, considerando i tempi reali di esposizione; l’esito è documentato nel DVR.

Quali patologie causano le vibrazioni?

Le vibrazioni mano-braccio possono causare disturbi vascolari, neurologici e osteoarticolari (es. «dito bianco»); quelle al corpo intero patologie del rachide lombare.

Riferimenti normativi

  • Art. 200 D.Lgs. 81/08
  • Art. 201 D.Lgs. 81/08
  • Art. 202 D.Lgs. 81/08
  • Titolo VIII Capo III D.Lgs. 81/08

Sinonimi

HAV, WBV, Vibrazioni meccaniche

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