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RSPP esterno o interno: quale conviene davvero?

RSPP interno e RSPP esterno hanno gli stessi compiti (art. 33 D.Lgs. 81/08) ma profili di costo e rischio diversi. In alcuni casi — aziende a rischio elevato sopra certe soglie — il datore di lavoro non può ricorrere a un esterno. Ecco come scegliere.

Aggiornato il 2026-06-20 · Redazione 123Sicurezza

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

Stessi compiti, diversa collocazione

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) ha compiti definiti dall'art. 33 del D.Lgs. 81/08 — individuazione e valutazione dei rischi, elaborazione delle misure, formazione e informazione — indipendentemente dal fatto che sia interno o esterno all'azienda. Cambia la collocazione organizzativa, non la funzione. In entrambi i casi la responsabilità penale per la sicurezza resta in capo al datore di lavoro: l'RSPP è un consulente tecnico, non un soggetto delegato.

Confronto operativo

AspettoRSPP internoRSPP esterno
Conoscenza dell'aziendaProfonda, quotidianaDa costruire, multi-settore
CostoRisorsa dedicata + formazione continuaCanone/contratto, costo variabile
DisponibilitàImmediata in sedeSu appuntamento/SLA
Aggiornamento (modulo B/C)A carico dell'aziendaA carico del professionista
Indipendenza di giudizioPossibile pressione gerarchicaMaggiore distacco

Quando l'esterno non è ammesso

L'art. 31, comma 6, individua attività in cui il servizio di prevenzione e protezione deve essere interno (ad esempio aziende industriali a rischio rilevante, centrali termoelettriche, impianti nucleari, aziende per la fabbricazione di esplosivi, strutture di ricovero e cura pubbliche e private oltre certe soglie). Negli altri casi il datore di lavoro può scegliere liberamente, ma deve verificare i requisiti del professionista (art. 32: titoli, moduli A/B/C, aggiornamento) perché la scelta di un esterno non qualificato espone il datore di lavoro a responsabilità per culpa in eligendo.

Domande frequenti

L’RSPP esterno ha responsabilità penale per la sicurezza?

No: i compiti sono di natura consulenziale (art. 33). La responsabilità penale per gli obblighi di sicurezza resta in capo al datore di lavoro, che non può delegarla all’RSPP.

Quando è obbligatorio l’RSPP interno?

Nei casi previsti dall’art. 31, comma 6: ad esempio aziende a rischio di incidente rilevante, centrali termoelettriche, impianti nucleari, fabbricazione di esplosivi e strutture di ricovero e cura oltre certe soglie.

Quali requisiti deve avere un RSPP esterno?

I requisiti dell’art. 32: titolo di studio adeguato e moduli formativi A, B (coerente con il settore ATECO) e C, oltre all’aggiornamento periodico. La verifica spetta al datore di lavoro.

Conviene di più l’interno o l’esterno?

Dipende da dimensione, livello di rischio ATECO e cultura aziendale: l’interno garantisce conoscenza e prontezza, l’esterno offre esperienza multi-settore, costo variabile e maggiore indipendenza di giudizio.

Il datore di lavoro può fare lui stesso l’RSPP?

Sì, nei casi e nelle dimensioni previsti dall’Allegato II, frequentando un corso specifico per RSPP datore di lavoro con relativo aggiornamento periodico.

Riferimenti normativi

  • Art. 31 D.Lgs. 81/08
  • Art. 32 D.Lgs. 81/08
  • Art. 33 D.Lgs. 81/08

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