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Termine · DPI

Imbracatura anticaduta

L’imbracatura anticaduta è un DPI di terza categoria che distribuisce sul corpo le sollecitazioni in caso di caduta e collega il lavoratore al sistema di arresto. È normata dalla UNI EN 361, soggetta a marcatura CE secondo il Regolamento UE 2016/425 e richiede addestramento obbligatorio (art. 77 D.Lgs. 81/08).

Aggiornato il 2026-06-21

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

Funzione e norma di prodotto

L’imbracatura per il corpo è il dispositivo di prensione del corpo destinato ad arrestare le cadute, normato dalla UNI EN 361. Distribuisce le forze d’arresto su cosce, bacino e torace ed è dotata di uno o più punti di attacco anticaduta (sternale o dorsale, contrassegnati dalla lettera “A”) a cui collegare il sottosistema di collegamento. Essendo un dispositivo destinato a proteggere da rischi mortali, è un DPI di terza categoria ai sensi del Regolamento (UE) 2016/425, con marcatura CE seguita dal numero dell’organismo notificato.

Il sistema di arresto caduta

L’imbracatura non lavora mai da sola: è un componente del sistema di arresto, che si completa con un punto di ancoraggio e un sottosistema di collegamento.

ComponenteFunzioneNorma tipica
ImbracaturaPrensione del corpo, attacco anticadutaUNI EN 361
Cordino + assorbitoreLimita la forza d’arresto a max 6 kNUNI EN 354 / EN 355
Dispositivo retrattileAnticaduta di tipo retrattileUNI EN 360
AncoraggioPunto di aggancio sicuroUNI EN 795

Va sempre verificato il tirante d’aria, cioè lo spazio libero di caduta necessario affinché il sistema arresti il lavoratore prima dell’impatto al suolo o contro ostacoli.

Uso, verifiche e addestramento

Trattandosi di DPI di terza categoria, il datore di lavoro deve garantire addestramento obbligatorio all’uso (art. 77, comma 5, D.Lgs. 81/08). L’imbracatura va indossata e regolata correttamente, sottoposta a controllo visivo prima di ogni utilizzo e a verifica periodica documentata da persona competente secondo le indicazioni del fabbricante; dopo un arresto caduta va messa fuori servizio. Per limitare i danni da sospensione inerte è importante prevedere procedure di soccorso rapido. Schede tecniche, dichiarazione di conformità, registri di consegna e di controllo costituiscono le evidenze in caso di ispezione.

Domande frequenti

A quale categoria di DPI appartiene l’imbracatura anticaduta?

Alla terza categoria del Regolamento UE 2016/425, perché protegge da rischi mortali: richiede marcatura CE con numero dell’organismo notificato e addestramento obbligatorio.

Quale norma definisce l’imbracatura anticaduta?

La UNI EN 361, che disciplina le imbracature per il corpo destinate all’arresto delle cadute, con i requisiti dei punti di attacco anticaduta contrassegnati dalla lettera “A”.

L’imbracatura basta da sola a proteggere dalla caduta?

No. È un componente del sistema di arresto, che comprende anche un punto di ancoraggio (EN 795) e un sottosistema di collegamento con assorbitore di energia (EN 354/355) o dispositivo retrattile (EN 360).

Serve addestramento per usare l’imbracatura?

Sì. Essendo un DPI di terza categoria, l’art. 77, comma 5, del D.Lgs. 81/08 impone addestramento obbligatorio all’uso, da documentare insieme alla consegna del dispositivo.

Cosa fare con un’imbracatura dopo un arresto caduta?

Va messa fuori servizio: dopo aver assorbito una caduta il dispositivo non garantisce più le prestazioni nominali e deve essere sostituito, come indicato dal fabbricante.

Riferimenti normativi

  • Art. 77 D.Lgs. 81/08
  • Art. 115 D.Lgs. 81/08
  • Regolamento UE 2016/425
  • UNI EN 361

Sinonimi

imbrago, harness anticaduta, imbracatura per il corpo

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