Idranti e naspi fanno parte degli impianti di estinzione manuale a base d'acqua, alimentati dalla rete idranti antincendio. Il naspo è dotato di una tubazione semirigida avvolta su un tamburo girevole, di diametro tipicamente ridotto (comunemente DN 25), che può essere utilizzato anche da una sola persona perché non richiede lo stendimento completo della tubazione prima dell'apertura dell'acqua. L'idrante a muro è invece equipaggiato con una manichetta flessibile appiattibile (di norma DN 45) custodita in cassetta, mentre l'idrante a colonna soprasuolo e l'idrante sottosuolo servono l'approvvigionamento esterno, anche a uso dei Vigili del Fuoco. La scelta tra naspi e idranti dipende dal livello di rischio, dalla superficie e dalla strategia antincendio.
La rete idranti deve garantire portata, pressione e contemporaneità di esercizio adeguate: i parametri di progetto, il dimensionamento e i livelli di pericolosità sono definiti dalla norma UNI 10779, mentre l'eventuale alimentazione idrica (riserva, gruppi di pompaggio) fa riferimento alla norma UNI EN 12845 e correlate. Anche la collocazione conta: i dispositivi devono essere segnalati, accessibili e protetti, posizionati lungo i percorsi e in modo da coprire l'intera area protetta tenendo conto della lunghezza della tubazione e del getto.
Come tutti i presìdi antincendio, idranti e naspi sono soggetti a controllo e manutenzione periodica, disciplinati dalla norma UNI EN 671-3 per i naspi e gli idranti a muro corredati di tubazione e dalla UNI 10779 per la rete nel suo complesso. Le verifiche, di norma con cadenza almeno semestrale e con prove più approfondite a frequenza più ampia, vanno annotate nel registro dei controlli antincendio. Il datore di lavoro deve assicurare l'efficienza dell'impianto e che gli addetti antincendio sappiano utilizzarlo in sicurezza, ricordando che l'uso dell'acqua è incompatibile con alcuni scenari (ad esempio impianti elettrici in tensione) per i quali vanno previsti altri agenti estinguenti.
Riferimenti normativi
- Art. 46 D.Lgs. 81/08
- Norma UNI 10779
- Norma UNI EN 671-3
Sinonimi
rete idranti, naspo antincendio, idrante a muro, idranti e naspi
Link correlati
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Addetto Antincendio
L’addetto antincendio è il lavoratore designato dal datore di lavoro per attuare le misure di prevenzione incendi, di lotta antincendio e di gestione delle emergenze ed evacuazione. La designazione è obbligatoria (artt. 18 e 46 D.Lgs. 81/08) e la formazione è graduata in tre livelli dal D.M. 2/9/2021.
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Coordinatore emergenza
Il coordinatore dell’emergenza è la figura che dirige e coordina le azioni della squadra di emergenza durante un’evacuazione o un evento critico: dà l’allarme, gestisce l’esodo, tiene i contatti con i soccorsi esterni. Non è una figura nominativamente prevista dagli artt. 18 e 43, ma discende dall’organizzazione della gestione dell’emergenza richiesta dal D.M. 2 settembre 2021.
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Squadra di emergenza
La squadra di emergenza è l’insieme dei lavoratori che il datore di lavoro designa per attuare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendio, evacuazione, salvataggio e primo soccorso (artt. 18 e 43). La designazione è obbligatoria e i designati non possono rifiutare l’incarico se non per giustificato motivo.
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Piano di emergenza ed evacuazione
Il piano di emergenza ed evacuazione (PEE) è il documento che definisce le procedure da attuare in caso di emergenza — incendio, evacuazione, primo soccorso — indicando ruoli, allarme, vie di esodo e gestione delle persone presenti. È previsto dall'art. 43 del D.Lgs. 81/08 e dettagliato dal D.M. 2/09/2021.