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Dirigente per la Sicurezza

Il dirigente per la sicurezza è chi attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa, con autonomia decisionale e di spesa. È destinatario diretto di molti obblighi dell’art. 18 del D.Lgs. 81/08, nei limiti delle proprie attribuzioni.

Aggiornato il 2026-06-20

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

Chi è il dirigente per la sicurezza

Il dirigente è definito dall’art. 2 del D.Lgs. 81/08 come la persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa. Si colloca in posizione intermedia tra il datore di lavoro, che definisce politiche e risorse, e il preposto, che vigila sull’esecuzione concreta delle lavorazioni.

La qualifica di dirigente per la sicurezza prescinde dall’inquadramento contrattuale: ciò che rileva è l’esercizio effettivo di poteri organizzativi, gestionali e di spesa. Un soggetto può quindi assumere la veste di dirigente prevenzionistico anche in assenza di una formale delega, qualora di fatto eserciti tali poteri.

Obblighi e responsabilità

Il dirigente è destinatario diretto di molti degli obblighi elencati all’art. 18, analoghi a quelli del datore di lavoro ma circoscritti all’ambito delle proprie attribuzioni e dei poteri di cui dispone: nominare il medico competente, designare gli addetti alle emergenze, fornire i DPI, assicurare informazione e formazione, vigilare sull’osservanza delle misure di sicurezza. Risponde delle inadempienze relative alle funzioni che gli sono state attribuite, secondo il principio di effettività.

Formazione del dirigente

Il dirigente deve frequentare una formazione specifica, definita dall’Accordo Stato-Regioni, della durata di 16 ore, articolata in quattro moduli (giuridico-normativo, gestione e organizzazione della sicurezza, individuazione e valutazione dei rischi, comunicazione e relazioni sindacali). È previsto un aggiornamento quinquennale di almeno 6 ore. La formazione del dirigente può sostituire quella di base del lavoratore.

Domande frequenti

Cosa distingue il dirigente dal datore di lavoro?

Il datore di lavoro definisce politiche, organizzazione e risorse ed è titolare degli obblighi non delegabili; il dirigente attua le direttive organizzando l’attività e vigilando, nei limiti dei poteri che gli sono attribuiti.

Serve una delega scritta per essere dirigente?

Non necessariamente: la qualifica prescinde dall’inquadramento formale e si fonda sull’effettivo esercizio di poteri organizzativi e di spesa. La delega di funzioni resta però utile per definire con chiarezza ambito e responsabilità.

Di quali obblighi risponde il dirigente?

Degli obblighi dell’art. 18 rientranti nelle sue attribuzioni: nomina del medico competente, designazione degli addetti alle emergenze, fornitura dei DPI, informazione, formazione e vigilanza sull’osservanza delle misure.

Quante ore di formazione deve fare il dirigente?

16 ore di formazione specifica articolata in quattro moduli, con aggiornamento quinquennale di almeno 6 ore secondo l’Accordo Stato-Regioni.

La formazione del dirigente sostituisce quella del lavoratore?

Sì. La formazione del dirigente è ritenuta esaustiva anche rispetto alla formazione generale e specifica prevista per i lavoratori.

Riferimenti normativi

  • Art. 2 D.Lgs. 81/08
  • Art. 18 D.Lgs. 81/08
  • Art. 37 D.Lgs. 81/08
  • Accordo Stato-Regioni 21/12/2011

Sinonimi

Dirigente delegato, Dirigente aziendale

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