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Termine · Antincendio

CPI — Certificato di prevenzione incendi

Il CPI attesta il rispetto delle prescrizioni di prevenzione incendi per le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco elencate nell’Allegato I del D.P.R. 151/2011. Oggi è rilasciato dal Comando VVF a esito favorevole della SCIA antincendio, con cui il titolare assevera la conformità prima dell’esercizio dell’attività.

Aggiornato il 2026-06-20

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

Cos’è il CPI e quando serve

Il certificato di prevenzione incendi (CPI) è il documento che attesta il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi e la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. Tali attività sono elencate nell’Allegato I del D.P.R. 1° agosto 2011, n. 151, suddivise in tre categorie (A, B, C) in funzione della dimensione, dell’affollamento e del livello di rischio:

Categoria (D.P.R. 151/2011)Livello di rischioIter
ARischio contenuto, regole tecniche consolidateSCIA, senza valutazione progetto
BRischio medioValutazione progetto + SCIA
CRischio elevatoValutazione progetto + SCIA + visita VVF e rilascio CPI

L’iter dopo il D.P.R. 151/2011

La riforma del 2011 ha semplificato il procedimento. Per le categorie A e B la SCIA antincendio (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presentata al Comando dei Vigili del Fuoco consente l’avvio immediato dell’attività: è il titolare ad asseverare, tramite tecnico abilitato, la conformità alle prescrizioni. Per la categoria C, dopo la SCIA, il Comando effettua il controllo con visita tecnica e, in caso di esito positivo, rilascia il CPI vero e proprio. Quando richiesto, il progetto va sottoposto a valutazione preventiva del Comando prima della realizzazione.

Rinnovo, attestazione e gestione

L’attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio va presentata, di norma, ogni cinque anni, tramite dichiarazione del titolare attestante l’assenza di variazioni alle condizioni di sicurezza. Il riferimento tecnico per la progettazione è il Codice di prevenzione incendi (D.M. 3 agosto 2015 e s.m.i.), approccio prestazionale alternativo alle regole tecniche tradizionali. Per le imprese è essenziale collegare CPI/SCIA, valutazione del rischio incendio (D.M. 2 settembre 2021), formazione degli addetti antincendio, manutenzione dei presidi, registro dei controlli e piano di emergenza ed evacuazione, presidiando scadenze e modifiche rilevanti.

Domande frequenti

Cos’è il certificato di prevenzione incendi (CPI)?

È il documento che attesta il rispetto delle prescrizioni di prevenzione incendi e i requisiti di sicurezza per le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco elencate nell’Allegato I del D.P.R. 151/2011.

Quali attività hanno bisogno del CPI?

Le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi indicate nell’Allegato I del D.P.R. 151/2011, classificate in categorie A, B e C in base a dimensioni, affollamento e livello di rischio.

Qual è la differenza tra SCIA antincendio e CPI?

La SCIA antincendio è la segnalazione con cui il titolare assevera la conformità e può avviare l’attività; per le attività di categoria C il Comando VVF, dopo verifica con visita tecnica, rilascia il CPI vero e proprio.

Ogni quanto si rinnova il CPI?

L’attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio va presentata di norma ogni cinque anni, con dichiarazione del titolare sull’assenza di variazioni alle condizioni di sicurezza.

Cos’è il Codice di prevenzione incendi?

È il D.M. 3 agosto 2015 e successive modifiche: un approccio prestazionale e flessibile alla progettazione antincendio, alternativo alle regole tecniche verticali tradizionali.

Riferimenti normativi

  • D.P.R. 151/2011
  • Allegato I D.P.R. 151/2011
  • D.M. 03/08/2015 (Codice prevenzione incendi)
  • D.M. 02/09/2021

Sinonimi

CPI, certificato VVF, certificato prevenzione incendi

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