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Sicurezza sul Lavoro in Marche

Le Marche sono la regione dei distretti industriali e della piccola e media impresa diffusa: un modello economico fatto di migliaia di aziende manifatturiere specializzate, spesso a conduzione familiare, distribuite lungo le vallate che dall'Appennino scendono all'Adriatico. Calzaturiero del fermano-maceratese, mobile imbottito e cucine del pesarese, meccanica e cappe aspiranti del fabrianese, agroalimentare, cantieristica nautica: questo tessuto polverizzato di PMI fa sì che la sicurezza sul lavoro nelle Marche debba misurarsi soprattutto con realtà di dimensioni contenute, dove la gestione della prevenzione è spesso affidata a consulenti esterni e dove la cultura del rischio convive con ritmi produttivi serrati.

La conformazione del territorio – una fascia costiera densamente popolata e infrastrutturata e un entroterra collinare e montano a bassa densità – disegna due profili di rischio differenti. Sulla costa, tra Ancona, Pesaro, Senigallia, Civitanova Marche e San Benedetto del Tronto, si concentrano portualità, logistica, turismo balneare e servizi; nell'entroterra prevalgono manifattura distrettuale, edilizia, agricoltura e artigianato. Per le imprese marchigiane gli adempimenti del D.Lgs. 81/2008 – valutazione dei rischi e redazione del DVR, nomina dell'RSPP, sorveglianza sanitaria, formazione di lavoratori, preposti e dirigenti – rappresentano un impegno quotidiano che incide direttamente sulla competitività dei distretti.

Va ricordato che buona parte dell'entroterra appenninico marchigiano è ancora dentro il cratere del sisma del 2016-2017: l'area maceratese, l'ascolano e il fermano interno hanno vissuto anni di cantieri di ricostruzione, con un'attenzione costante alla sicurezza nei lavori in quota, alle demolizioni, al rischio di caduta dall'alto e al coordinamento tra imprese. Questo ha mantenuto alta l'attenzione sul comparto edile, che resta uno dei banchi di prova principali della prevenzione regionale.

Normativa e vigilanza in Marche

Nelle Marche la vigilanza sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è esercitata dai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL/PSAL), incardinati nei Dipartimenti di Prevenzione delle aziende sanitarie territoriali. A seguito della riforma del Servizio Sanitario Regionale (L.R. Marche 19/2022), la preesistente ASUR è stata superata e il sistema è stato riorganizzato in cinque Aziende Sanitarie Territoriali (AST), una per provincia: AST Pesaro e Urbino, AST Ancona, AST Macerata, AST Fermo e AST Ascoli Piceno. A queste si affianca, per cantieri, rapporti di lavoro e alcuni settori, l'Ispettorato Territoriale del Lavoro; il coordinamento tra AST, ITL, INAIL e Vigili del Fuoco avviene nell'ambito del Comitato regionale di coordinamento previsto dall'art. 7 del D.Lgs. 81/2008.

Sul fronte della formazione, le Marche applicano l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha riordinato in un unico testo la disciplina dei corsi per lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di RSPP, RSPP/ASPP e formatori, introducendo l'obbligo formativo specifico per il datore di lavoro e rafforzando il ruolo e l'aggiornamento del preposto. Le imprese marchigiane erogano la formazione tramite organismi accreditati, enti bilaterali e Comitati Paritetici Territoriali, particolarmente attivi nel comparto edile. Trattandosi di una regione a forte vocazione distrettuale, è sempre opportuno verificare le indicazioni operative della Regione Marche e delle singole AST sui termini di adeguamento e sugli eventuali regimi transitori, che possono variare nel tempo.

Settori e rischi tipici in Marche

Il cuore economico delle Marche è la manifattura dei distretti. Il calzaturiero del fermano-maceratese e il distretto del mobile, della cucina e del cappe aspiranti del pesarese, insieme alla meccanica e agli elettrodomestici dell'area di Fabriano e alla cantieristica nautica e all'agroalimentare, generano i rischi tipici della piccola industria specializzata: esposizione a sostanze chimiche (colle, solventi, vernici, in particolare nelle lavorazioni della pelle e del legno), rumore, vibrazioni, movimentazione manuale dei carichi e movimenti ripetitivi degli arti superiori, rischio meccanico delle macchine e gestione delle lavorazioni in appalto (art. 26 D.Lgs. 81/2008). In molte aziende il tema delle malattie professionali muscolo-scheletriche è centrale quanto quello degli infortuni.

Edilizia, portualità, agricoltura e turismo completano il quadro. L'edilizia – sostenuta a lungo dalla ricostruzione post-sisma nell'entroterra – resta il comparto con la maggiore incidenza di infortuni gravi e mortali, con la caduta dall'alto, il seppellimento negli scavi e l'uso delle macchine tra le cause principali, e con il pieno coinvolgimento delle figure del Titolo IV (CSP, CSE, PSC e POS). Il porto di Ancona, scalo commerciale, peschereccio e crocieristico tra i più importanti dell'Adriatico, concentra rischi legati alle operazioni portuali, alla movimentazione delle merci e alla logistica. L'agricoltura collinare presenta i rischi del ribaltamento dei trattori e degli agenti biologici, mentre il turismo costiero porta con sé i rischi del comparto ricettivo e della ristorazione (scivolamenti, ustioni, lavoro stagionale e notturno, stress da lavoro correlato).

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Domande frequenti

Chi controlla la sicurezza sul lavoro nelle Marche?
La vigilanza è affidata principalmente ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL/PSAL) dei Dipartimenti di Prevenzione delle cinque Aziende Sanitarie Territoriali marchigiane – AST Pesaro e Urbino, AST Ancona, AST Macerata, AST Fermo e AST Ascoli Piceno – nate dalla riforma del SSR regionale che ha superato l'ASUR. Per cantieri, rapporti di lavoro e alcuni settori interviene anche l'Ispettorato Territoriale del Lavoro. Le attività sono coordinate dal Comitato regionale di coordinamento previsto dall'art. 7 del D.Lgs. 81/2008.
Serve un RSPP esterno ad Ancona o nei distretti dell'entroterra?
Dipende dall'attività e dalla dimensione dell'impresa. In molte microimprese e PMI marchigiane il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di RSPP frequentando l'apposito corso, salvo i casi in cui la legge impone un RSPP designato. Nelle aziende più strutturate o a rischio elevato – frequenti nei distretti calzaturiero, del mobile e della meccanica – è prassi consolidata nominare un RSPP esterno qualificato, soluzione molto diffusa data la prevalenza di realtà di piccole dimensioni.
Quali sono i settori più a rischio infortuni nelle Marche?
L'edilizia e l'agricoltura registrano l'incidenza più alta di infortuni gravi e mortali, con cadute dall'alto, seppellimenti negli scavi e ribaltamento dei mezzi agricoli tra le cause principali. La manifattura dei distretti (calzaturiero, mobile, meccanica) presenta rischi rilevanti legati al rischio chimico, al rumore, alla movimentazione dei carichi e ai movimenti ripetitivi, con un peso significativo delle malattie professionali muscolo-scheletriche. Per questo DVR, formazione e sorveglianza sanitaria vanno calibrati sullo specifico comparto.
Come cambia la formazione con l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025?
Il nuovo Accordo ha unificato e riordinato la disciplina dei corsi per lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro-RSPP, RSPP/ASPP e formatori. Tra le novità più rilevanti per le imprese marchigiane ci sono l'obbligo di formazione specifica per il datore di lavoro e il rafforzamento del percorso e dell'aggiornamento del preposto. È consigliabile verificare i termini e i regimi transitori indicati dalla Regione Marche e dalle AST competenti.
In un cantiere edile nelle Marche servono PSC e POS?
Sì. Nei cantieri con presenza, anche non contemporanea, di più imprese è obbligatorio il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) redatto dal Coordinatore per la progettazione, mentre ogni impresa esecutrice deve predisporre il proprio Piano Operativo di Sicurezza (POS), come previsto dal Titolo IV del D.Lgs. 81/2008. Per via della lunga stagione di ricostruzione post-sisma nell'entroterra maceratese e ascolano, il coordinamento tra imprese e la gestione del rischio di caduta dall'alto sono temi particolarmente sentiti nei cantieri della regione.

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