Salta al contenuto principale

Sicurezza sul Lavoro in Abruzzo

L'Abruzzo è una regione dalla geografia fortemente contrastata, e questo si riflette direttamente sul profilo della sicurezza sul lavoro. Da un lato la fascia adriatica – l'asse Pescara-Chieti, la Val di Sangro, il vastese e il teramano costiero – concentra grandi insediamenti industriali, automotive, logistica e servizi; dall'altro le aree interne dell'Aquilano e della Marsica, montane e a bassa densità, vivono di edilizia, agricoltura, allevamento, turismo della neve e di un terziario diffuso. Gestire la salute e sicurezza in un territorio così eterogeneo significa confrontarsi sia con i rischi della fabbrica strutturata sia con quelli della micro e piccola impresa, dove la cultura della prevenzione fatica ancora a radicarsi.

Il tessuto produttivo abruzzese è dominato dalle PMI e dalle microimprese: artigiani, cantieri edili, aziende agricole, strutture ricettive. Per queste realtà gli obblighi del D.Lgs. 81/2008 – valutazione dei rischi, nomina dell'RSPP, sorveglianza sanitaria, formazione di lavoratori, preposti e dirigenti – rappresentano spesso un carico organizzativo gestito con risorse esterne. È proprio in questo segmento che si registra la quota maggiore di infortuni e di irregolarità, in particolare nei comparti edilizia e agricoltura, storicamente i più esposti.

Un elemento che rende l'Abruzzo un caso a sé è il lascito del terremoto del 2009 e di quello del Centro Italia del 2016-2017: la ricostruzione dell'Aquila e del cratere ha tenuto attivi per oltre un decennio migliaia di cantieri, con un'attenzione costante alla sicurezza nei lavori in quota, alle demolizioni, al rischio caduta dall'alto e al coordinamento tra imprese (PSC, POS, figure del CSP e CSE ai sensi del Titolo IV del D.Lgs. 81/2008). Questo ha reso il cantiere il banco di prova principale della prevenzione regionale.

Normativa e vigilanza in Abruzzo

In Abruzzo la vigilanza sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è esercitata dai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL/PSAL) incardinati nei Dipartimenti di Prevenzione delle quattro Aziende Sanitarie Locali regionali: ASL 1 Avezzano-Sulmona-L'Aquila, ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti, ASL Pescara e ASL Teramo. A questi si affianca, per le materie di propria competenza (rapporti di lavoro, edilizia, cantieri, sicurezza in alcuni settori), l'Ispettorato Territoriale del Lavoro, presente con sedi a L'Aquila, Pescara, Chieti e Teramo. Il coordinamento tra ASL, ITL, INAIL e Vigili del Fuoco avviene nell'ambito del Comitato regionale di coordinamento previsto dall'art. 7 del D.Lgs. 81/2008.

Sul piano della formazione, l'Abruzzo applica l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha riordinato in un unico testo la disciplina dei corsi per lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti di RSPP, RSPP/ASPP e formatori, introducendo l'obbligo formativo specifico per il datore di lavoro e rafforzando il ruolo del preposto. Le imprese abruzzesi erogano la formazione tramite organismi accreditati, enti bilaterali e Comitati Paritetici Territoriali (in particolare la CPT/Scuola Edile per il comparto costruzioni). È sempre opportuno verificare le indicazioni operative della Regione Abruzzo e delle singole ASL sui termini di adeguamento, poiché le modalità attuative e i regimi transitori possono variare nel tempo.

Settori e rischi tipici in Abruzzo

L'automotive e la meccanica sono il cuore industriale della regione: la Val di Sangro, attorno allo stabilimento Stellantis di Atessa e al suo indotto di componentistica, costituisce uno dei poli automobilistici più importanti del Centro-Sud. Qui i rischi tipici sono quelli della grande manifattura – movimentazione manuale dei carichi e movimenti ripetitivi, rumore, esposizione a sostanze chimiche, rischio meccanico delle linee, interferenze tra appalti – che richiedono DVR strutturati, sorveglianza sanitaria sistematica e una gestione rigorosa dei lavori in appalto (art. 26 D.Lgs. 81/2008). A questi si aggiungono la chimica e la farmaceutica del chietino-pescarese, la lavorazione del vetro, l'agroalimentare (pasta, vino, olio) e una logistica in crescita lungo l'asse adriatico.

Edilizia, agricoltura e turismo completano il quadro. L'edilizia – trainata per anni dalla ricostruzione post-sisma – resta il settore con la maggiore incidenza di infortuni gravi e mortali, con il rischio di caduta dall'alto, seppellimento negli scavi e uso di macchine come fattori dominanti. L'agricoltura e l'allevamento delle aree interne presentano rischi legati al ribaltamento dei trattori, alle attrezzature, agli agenti biologici e al lavoro stagionale. Il turismo, infine, concentrato sulla costa adriatica e nelle stazioni montane del Gran Sasso, della Majella e dell'Altopiano delle Cinquemiglia, porta con sé i rischi del comparto ricettivo e della ristorazione (scivolamenti, ustioni, stress da lavoro correlato, lavoro stagionale e notturno).

I nostri servizi in Abruzzo

Città principali

Domande frequenti

Chi controlla la sicurezza sul lavoro in Abruzzo?
La vigilanza è affidata principalmente ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL/PSAL) delle ASL territoriali – ASL 1 Avezzano-Sulmona-L'Aquila, ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti, ASL Pescara e ASL Teramo – tramite i rispettivi Dipartimenti di Prevenzione. Per cantieri, rapporti di lavoro e alcuni settori interviene anche l'Ispettorato Territoriale del Lavoro. Le attività sono coordinate dal Comitato regionale di coordinamento previsto dall'art. 7 del D.Lgs. 81/2008.
Serve un RSPP esterno a L'Aquila e nelle aree interne?
Dipende dall'attività e dalla dimensione dell'impresa. In molte microimprese e PMI dell'Aquilano il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di RSPP frequentando l'apposito corso, salvo i casi in cui la legge impone un RSPP designato. Nelle aziende più strutturate o a rischio elevato è prassi nominare un RSPP esterno qualificato, soluzione molto diffusa proprio per la prevalenza di realtà di piccole dimensioni nel territorio.
Quali sono i settori più a rischio infortuni in Abruzzo?
Storicamente l'edilizia e l'agricoltura registrano l'incidenza più alta di infortuni gravi e mortali, con cadute dall'alto, seppellimenti negli scavi e ribaltamento dei mezzi agricoli tra le cause principali. Anche la manifattura della Val di Sangro e della costa adriatica presenta rischi rilevanti legati al rischio meccanico, alla movimentazione dei carichi e agli appalti. Per questo DVR, formazione e sorveglianza sanitaria vanno calibrati sul comparto specifico.
Come è cambiata la formazione con l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025?
Il nuovo Accordo ha unificato e riordinato la disciplina dei corsi per lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro-RSPP, RSPP/ASPP e formatori. Tra le novità più rilevanti per le imprese abruzzesi ci sono l'obbligo di formazione specifica per il datore di lavoro e il rafforzamento del percorso del preposto, con aggiornamento periodico. È consigliabile verificare termini e regimi transitori indicati dalla Regione Abruzzo e dalle ASL.
In un cantiere edile in Abruzzo servono PSC e POS?
Sì. Nei cantieri con presenza, anche non contemporanea, di più imprese è obbligatorio il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) redatto dal Coordinatore per la progettazione, mentre ogni impresa esecutrice deve predisporre il proprio Piano Operativo di Sicurezza (POS), come previsto dal Titolo IV del D.Lgs. 81/2008. Data la lunga stagione della ricostruzione post-sisma, il coordinamento tra imprese e la gestione del rischio di caduta dall'alto sono temi particolarmente sentiti nei cantieri della regione.

Hai un'azienda in Abruzzo? Mettiti in regola con la sicurezza sul lavoro.

Richiedi un preventivo gratuito