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Valutazione stress lavoro-correlato: gli errori da evitare

La valutazione dello stress lavoro-correlato è obbligatoria per tutte le aziende (art. 28 D.Lgs. 81/08) e va condotta secondo il metodo INAIL in due fasi: preliminare e, se necessario, approfondita. Ecco i cinque errori che gli ispettori riscontrano più spesso e come evitarli.

Aggiornato il 2026-06-20 · Redazione 123Sicurezza

Revisione a cura di Ing. Marco BianchiRSPP / Consulente sicurezza sul lavoro

Un obbligo per tutti, non un optional

La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato (SLC) è espressamente richiesta dall'art. 28 del D.Lgs. 81/08 e va inserita nel DVR di ogni azienda con lavoratori, senza eccezioni di dimensione o settore. La metodologia di riferimento è quella indicata dalla Commissione Consultiva permanente (Lettera Circolare 18/11/2010) e sviluppata dall'INAIL, che articola la valutazione in una fase preliminare (oggettiva) ed eventualmente in una fase approfondita (percezione soggettiva dei lavoratori).

I cinque errori più frequenti

ErrorePerché è un problemaCome evitarlo
Check-list scaricata e non contestualizzataNon riflette la reale organizzazione del lavoroUsare gli strumenti INAIL adattati ai gruppi omogenei
Valutazione solo preliminare, mai aggiornataLo SLC è dinamico e va riesaminatoAggiornare a ogni cambiamento organizzativo significativo
Mancata analisi degli eventi sentinellaSi perdono i segnali oggettivi (assenze, turnover, infortuni)Raccogliere e analizzare gli indicatori aziendali
RLS e lavoratori non coinvoltiVizio procedurale e dato poco attendibileDocumentare consultazione e partecipazione
Nessun piano di interventoLa valutazione resta fine a sé stessaDefinire azioni, responsabili e scadenze

Le due fasi del metodo INAIL

La fase preliminare analizza indicatori oggettivi suddivisi in tre famiglie: eventi sentinella (indici infortunistici, assenze, turnover, sanzioni disciplinari), fattori di contenuto del lavoro (ambiente, carichi, orari) e fattori di contesto (ruolo, autonomia, relazioni, comunicazione). Se emerge un rischio non basso o le misure correttive risultano inefficaci, si attiva la fase approfondita che indaga la percezione soggettiva dei lavoratori tramite questionari, focus group o interviste. In entrambe le fasi la consultazione del RLS e il coinvolgimento dei lavoratori sono parte integrante del processo, non un adempimento accessorio.

Domande frequenti

La valutazione SLC è obbligatoria per tutte le aziende?

Sì. L’art. 28 D.Lgs. 81/08 la include espressamente tra i rischi da valutare nel DVR, per qualsiasi azienda con lavoratori, a prescindere da dimensione e settore.

In cosa consistono le due fasi del metodo INAIL?

La fase preliminare analizza indicatori oggettivi (eventi sentinella, contenuto e contesto del lavoro). La fase approfondita, attivata se il rischio non è basso, indaga la percezione soggettiva dei lavoratori con questionari o focus group.

Posso usare una check-list trovata online?

Solo come base: va contestualizzata alla reale organizzazione aziendale e ai gruppi omogenei di lavoratori. Una check-list copiata senza analisi degli eventi sentinella è uno degli errori più sanzionati.

Ogni quanto va aggiornata la valutazione SLC?

Va riesaminata in occasione di cambiamenti organizzativi significativi (riorganizzazioni, nuovi turni, fusioni) e comunque quando emergono segnali dagli eventi sentinella o le misure adottate non risultano efficaci.

Il RLS deve essere coinvolto nella valutazione SLC?

Sì. La consultazione del RLS e il coinvolgimento dei lavoratori sono parte integrante del metodo: la loro assenza costituisce un vizio procedurale rilevabile in ispezione.

Riferimenti normativi

  • Art. 28 D.Lgs. 81/08
  • Lettera Circolare Commissione Consultiva 18/11/2010
  • Accordo Europeo 08/10/2004 sullo stress sul lavoro

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